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L’albero di arancio e l’arancia - Origini e Storia

Riguardo l’origine delle arance di Sicilia sussistono diverse teorie e probabilmente soltanto due di queste risultano più fondate da un punto di vista storico. Infatti, secondo alcune testimonianze dell’epoca, le arance erano già molto diffuse in Asia ed in Estremo Oriente e sarebbero arrivate sui mercati europei durante il XIV secolo grazie ai mercanti portoghesi che, ai tempi, detenevano il primato delle rotte marittime che collegavano l’Europa con la Cina ed il Sud-est Asiatico.

Vicende storiche e questioni etimologiche

Tuttavia, secondo alcuni testi di epoca romana, le arance di Sicilia esistevano fin dal I secolo d.C. In realtà, queste due teorie potrebbero essere complementari, dal momento che questa coltura potrebbe essere arrivata in Sicilia dal vicino mondo arabo radicandosi prima sul territorio siciliano grazie al clima mite dell’isola, rimanendovi relegata fino alla sua riscoperta in epoca tardo-medievale quando se ne decretò il successo definitivo. D’altra parte, è praticamente certo che l’arancia fosse presente in Asia Minore ed in Africa Settentrionale e che la dominazione araba in Sicilia sia coincisa con la diffusione degli agrumi sull’isola a partire dal IX secolo d.C., all’inizio con funzione prevalentemente ornamentale (nei cosiddetti “giardini”) e solo dal XVI secolo con funzione alimentare grazie all’introduzione, in Europa, dell’arancia dolce da parte dei portoghesi.

Se non si riconoscesse il ruolo svolto dagli arabi in Sicilia, del resto, si avrebbero difficoltà a spiegare la presenza di un albero di arancio secolare presente all’interno del convento di Santa Sabina a Roma che, secondo la leggenda, sarebbe stato piantato da San Domenico in persona durante il XIII secolo.

Molto curiose sono anche le vicende di natura linguistica. Infatti, in alcuni testi ottocenteschi i frutti dell’arancio vengono denominati “portogalli”, probabilmente per influenza del termine greco “portocali”, ed infatti in alcune zone dell’isola le arance di Sicilia vengono spesso definite “partualli” o “partajalli”. C’è comunque molta assonanza con i termini dialettali in uso in altre regioni italiane. In realtà, in questo caso i navigatori portoghesi non c’entrano nulla, in quanto il termine deriva dall’arabo burtuqal, mentre il sostantivo “arancia” (di uso più comune) proviene dall’antica Persia dove tali frutti venivano chiamati “narang”.

Principali usi delle Arance della Sicilia

A prescindere dalle questioni etimologiche, non tutti sanno che la pianta dell’arancio si distingue innanzitutto in arancio amaro (Citrus aurantium) e arancio dolce (citrus sinensis). In origine, tale coltura fu il risultato di un’ibridazione tra il pomelo ed il mandarino anche se ormai è divenuta a tutti gli effetti una specie autonoma. Nonostante il sapore più deciso ed aspro, anche l’arancia amara è utilizzata dall’industria alimentare per la produzione di marmellate e frutta candita, mentre la buccia viene usata per ricavare dei liquori come il Curaçao.

Non mancano anche degli impieghi nel campo farmaceutico (gli oli essenziali hanno delle proprietà digestive) ed in profumeria (dai fiori d’arancio infatti si estraggono essenze molto gradevoli come la zagara). Tradizionalmente, le arance di Sicilia sono un prodotto rinomato a livello mondiale anche se col tempo la produzione si è estesa anche in altre zone della penisola (in Calabria ed in Puglia, soprattutto) ed anche all’estero, soprattutto in Spagna ed in California ma anche in Brasile, India, Messico e Cina che figurano ai primissimi posti della graduatoria relativa alla produzione. L’Italia, nonostante la vendita di arance di Sicilia abbia costituito per secoli una fiorente attività, secondo i dati della FAO è solo l’ottavo produttore mondiale di arance con circa due milioni di tonnellate annue, scavalcata anche da paesi come l’Egitto e la stessa Spagna.

Contenuti nutrizionali delle arance siciliane

Sul piano dei contenuti nutrizionali, le arance della Sicilia abbondano di vitamine dei gruppi A, B e C: pensate che un paio di arance di Sicilia bastano per soddisfare l’intero fabbisogno quotidiano di vitamina C del nostro organismo, aiutando a rinforzare il sistema immunitario e a facilitare l’assorbimento del ferro. Non meno salutare è la presenza di bioflavonoidi che forniscono un insostituibile contributo per il rafforzamento delle articolazioni e contrastano la fragilità dei capillari favorendo così la circolazione sanguigna. Le arance della Sicilia, se consumate regolarmente nel quadro di una dieta ricca di verdure, si sono rivelate inoltre molto efficienti nell’evitare l’insorgere di alcune forme tumorali grazie alla presenza di terpeni.

La vitamina B, invece, è utile per favorire la digestione, mentre la vitamina A (grazie all’elevato contenuto di caroteni) previene le infezioni ed aiuta a mantenere sana la pelle e gli occhi.

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